12/14/2008

STUDIARE: LE 4 FASI DELL’APPRENDIMENTO

Studiare è un’attività fondamentale nel nostro processo di crescita, determina la nostra abilità e competenza nella materia.

 

Molto particolare è il processo di apprendimento per quanto riguarda la musica, on quanto le qualità dell’intelligenza si devono sposare con l’abilità tecnica di esecuzione.

 

Molti sottovalutano questo aspetto, e/o tentano di saltare le tappe giustificando il tutto come libera espressione del proprio essere; in realtà, senza una preparazione adeguata, il risultato è fondamentalmente penoso. Tuttavia va detto che esistono casi, seppure rari, nei quali il talento sopperisce la necessità di studiare, ma la regola non è questa.

 

Vediamo invece normalmente cosa accade.

 

L’apprendimento si compone di 4 fasi distinte e consequenziali, l’una propedeutica all’altra, determinate da 4 fattori fondamentali: Incompetenza, Competenza, Consapevolezza, Inconsapevolezza; il tutto, così come rappresentato nello schema di seguito:

 

Fasi_Appr

 

Prima Fase: INCOMPETENZA INCONSAPEVOLE

In questa fase noi non sappiamo fare e non ce ne rendiamo conto. Vi racconto un aneddoto: tempo fa stavo provando alcuni brani con un batterista, avevo dato lui preventivamente gli spartiti e una traccia di riferimento per studiarsi bene la parte. Sistematicamente lui suonava in mondo non adeguato; al che gli facevo notare che non rispecchiava nemmeno l’arrangiamento che gli avevo dato da ascoltare e studiare e, lui mi rispondeva che quando lo provava da solo a casa invece lo suonava benissimo, anche meglio della traccia che gli avevo dato. Strano pensai, evidentemente è un po’ insicuro, in tal caso però non ci metterà molto a sbloccarsi. Invece continuava a suonare in modo inadeguato e fuori tempo, adducendo però che a casa per conto suo suonava benissimo. Al che un giorno portai in sala prova la traccia di riferimento e gli chiesi di farmi ascoltare come la studiava/suonava a casa, …ed ecco svelato il mistero. In realtà lui la traccia non la ascoltava proprio, partiva con la sua suonata sopra e non si rendeva per nulla conto di ciò che c’era sulla traccia e, soprattutto, di come suonava.

Questo è un chiaro esempio di Incompetenza Inconsapevole: non sapeva suonare e non se ne rendeva conto, è il punto di inizio di tutti, poi il confronto con la realtà oggettiva di chi è competente, ci consente il passaggio alla fase successiva.

 

Seconda Fase: INCOMPETENZA CONSAPEVOLE

Il confronto quindi con qualcuno che ne sa più di noi e/o comunque la nostra maturità, ci consente quindi di passare alla fase successiva: Incompetenza Consapevole, ovvero non sappiamo fare e ce ne rendiamo conto.

Questa è la fase più critica del nostro processo di apprendimento, perché subentra lo scoraggiamento, in questi casi ci possiamo sentire anche frustrati perché non sappiamo interpretare musicalmente il brano come vorremmo; ma se dentro di noi c’è la passione per ciò che vogliamo fare, troveremo anche la forza per metterci al lavoro sui libri e l’esercizio pratico.

Non esiste un tempo prefissato circa la durata di questa fase, ovviamente è soggettiva, può durare un anno come dieci, venti, ripeto è molto soggettivo.

Una volta però raggiunta la competenza necessaria alla corretta esecuzione, qualitativamente parlando, della espressione musicale, si è pronti per passare alla fase successiva.

 

Terza Fase: COMPETENZA CONSAPEVOLE

Superato lo scoglio duro dell’Incompetenza Consapevole, si passa alla fase della Competenza Consapevole, ovvero sappiamo fare e ce ne rendiamo conto.

Eureka, potremmo dire, siamo al top. In realtà NO, perché c’è un MA, e il MA è che è vero che siamo competenti e siamo in grado di fare, ma abbiamo bisogno di pensarci. Siamo concentrati su ciò che abbiamo imparato e questo paradossalmente ci limita comunque, e non ci fa esplorare altre possibilità nella nostra esecuzione.

Molti restano ancorati a questa fase per sempre, ma esiste una quarta e ultima fase del nostra processo di apprendimento, fase alla quale solo i più arditi e coraggiosi vi accedono.

 

Quarta Fase: COMPETENZA INCONSAPEVOLE

Ebbene sì, in questa ultima fase del nostro processo di apprendimento impariamo una lezione davvero incredibile: sappiamo fare senza che ce ne rendiamo conto, ovvero ciò che facciamo lo facciamo bene, ma ci viene spontaneo, non abbiamo bisogno di pensarci.

Questo concetto è bene sintetizzato da un grande insegnamento del pianista jazz Thelonious Monk: “Studia bene tutta la teoria, e l’armonia, impara bene ogni singolo pattern e lick, dopodiché dimentica tutto e suona”.

Questa è la fase dove viene fuori la personalità dell’artista, il suo essere, il suo talento naturale e tutto ciò al termine di un intero processo di apprendimento.

Non è possibile saltare le tappe, la piena libertà artistica arriva al termine di un lungo percorso di studio e di apprendimento: saltare le tappe per giungere direttamente alla fase finale, produrrebbe un risultato molto penoso.

 

Io credo che soprattutto i musicisti, ancora più se cristiani, dovrebbero considerare bene l’aspetto dell’apprendimento, spesso nelle chiese ho ascoltato molta mediocrità, il tutto giustificata da una presunta chiamata spirituale, ma quando DIO chiama, chiama innanzitutto persone competenti (in seguito scriverò un post su questo argomento, traendo spunto dalla storia del Re Davide e di come lui aveva le idee molto chiare sul ministerio musicale), e poi realmente Libere!

 

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11/23/2008

He Came to me - Squire Parsons

Questo è un primo esempio di ciò che è comunemente definito come southern gospel, ovvero il gospel eseguito dai bianchi. Notoriamente fino a quel momento quando si parlava di gospel si intendeva la musica a carettere religioso dei neri, da questo momento in poi non è più così. Nascono diversi esempi, uno è Squire Parsons: Un suonatore di fagotto che diventa uno scrittore di canzoni.

Squire Parsons amava cantare, cresce in una famiglia cristiana e il padre guida il canto nella chiesa locale Newton Baptist Church in Virginia.

Si converte all'evangelo all'età di 9 anni e impara a suonare il piano ad orecchio.

Cresce con questa passione per la musica e il canto in particolare, così tanto che si iscrive a una scuola di canto corale

Nel corso della sua carriera Squire ha svolto il ruolo di musicista prevalentemente nelle chiese evangeliche americane, proprio come ministerio, scrivendo contemporaneamente tantissime canzoni, una molto popolare è He Came To Me.

Nel testo di questo inno, Squire dice appunto che Gesù è venuto a me, io non avrei mai potuto raggiungerlo, la distanza era troppo grande, ma Lui l'ha annullata morendo sulla Croce.

Lui stesso racconta a proposito della composizione di questa canzone, che è avvenuta mentre stava guidando e pensava al sacrificio di Gesù per l'umanità intera, salvandola da una morte dell'anima sicura.
Così mentre i pensieri si accavallavano, a un certo punto si fermò e cominciò a canatare e così nasce questo inno.

Di seguito lo puoi apprezzare in una versione tradizionale di John Starnes

11/16/2008

"I Almost Let Go" (stavo quasi per perdermi) by Kurt Carr

Bella questa interpretazione di "I Almost Let Go" (stavo quasi per lasciarmi andare) by Kurt Carr, splendida anche l'interpretazione da parte del coro.

Mi stavo perdendo, lasciando andare.
Mi sentivo come se non potevo più prendermi la mia vita.
I miei problemi mi avevano soffocato
La Depressione mi schiacciava.
Ma Dio mi terrà vicino, così non mi sono perso.
La misericordia di Dio mi ha conservato, così non mi sono perso.

Avevo quasi rinunciato.
Sono stato proprio sul bordo, al limite della perdizione, il diavolo esultava
ma Gesù è venuto e mi ha afferrato,
Mi ha tenuto vicino,
Quindi, non mi sono perduto.
La misericordia di Dio mi ha tenuto,
così non mi sono perduto.

Avevo quasi rinunciato.
Quindi sono qui oggi, perché Dio mi ha tenuto.
Sono vivo oggi,
solo a causa della sua grazia.
Oh, Egli mi ha afferrato,
Dio mi ha preso,
Egli mi ha preso,
Quindi, non mi sono perduto.

Quindi sono qui oggi, perché Dio mi ha afferrato.
Sono vivo oggi, solo a causa della sua grazia.
Oh, Egli mi ha preso, Dio mi ha preso, ha afferrato me, così non mi sono perso

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